All’assessore evasore lo Stato pignora lo stipendio (denaro pubblico)

VOSTRA SEGNALAZIONE

Buongiorno,
le scrivo per chiedere spiegazioni su una questione di cui sono venuta a conoscenza.
La questione è questa, un assesore del mio paesee  è stato condannato per evasione fiscale, non conosco la cifra esatta ma pare si agiri sui 3milioni di euro. L’assesore in questione risulta nullatenente e l’agenzia delle entrate ha messo in atto le misure di legge per recuperare la somma evasa.
La misura consiste nel prelievo diretto sulle entrate che il signore in questione percepisce come assesore.
La domanda è questa: come è possibile che un evasore faccia l’assesore e che lo stato prelevi i soldi degli stessi cittadini per recuperare il maltolto del signore in questione.
Credo che la corruzione si debba combattere a tutti i liveli e sicuramente questa situazione è anomala, una persona che evade le tasse, non ha ne senso civico ne senso del bene comune. Come si può permettere che continui ad amministrare la cosa pubblica?

 

RISPOSTA “SOS CORRUZIONE”

La questione pare più politica che giuridica. Il pignoramento dello stipendio da un punto di vista del diritto  è corretto, atteso che il recupero di un credito avviene tramite il pignoramento dello stipendio o di beni immobili. Certo che nel caso in cui ci fossero stati beni immobili da pignorare sarebbe stato più opportuno procedere con un pignoramento immobiliare.
Per quanto riguarda le dimissioni, nel caso in cui la sentenza (definitiva) di condanna penale non preveda l’interdizione dai pubblici uffici non sussiste un obbligo giuridico alle dimissioni; piuttosto in queso caso sussiste una questione politica (rilevante). Dovrebbe essere il  partito di appartenenza a chiedere le dimissioni dell’assessore.

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